nonhointenzionediperderti
avessiunaltromodo:

È stato insopportabile. Tutto quanto. Ogni istante peggio del precedente. Continuavo a pensare di chiamarlo, chiedendomi che cosa sarebbe successo, se qualcuno avrebbe risposto. Nelle ultime settimane ci eravamo ridotti a passare il nostro tempo insieme a ricordare, ma quello non era niente : il piacere dei ricordi mi era stato portato via perché non c’era più nessuno con cui ricordare. A quel che pareva, perdere il proprio compagno di memorie era come perdere i ricordi stessi, come se le cose che avevamo fatto fossero meno vere e meno importanti, adesso, di quanto non fossero state solo poche ore prima.
…
Alla fine l’ho chiamato. Dopo cinque squilli, è partita la segreteria. «Siete collegati con la segreteria telefonica di Augustus Waters» diceva la voce vibrante di cui mi ero innamorata. «Lasciate un messaggio.» È partito il bip. L’aria morta dentro la linea era così spettrale. Volevo solo tornare indietro con lui in quel segreto terzo spazio post terrestre che visitavamo quando parlavamo al telefono. Ho aspettato quella sensazione, ma non è arrivata mai: l’aria morta che aleggiava dentro il telefono non era di alcun conforto, e alla fine ho riappeso.
Colpa delle stelle.

avessiunaltromodo:

È stato insopportabile. Tutto quanto. Ogni istante peggio del precedente. Continuavo a pensare di chiamarlo, chiedendomi che cosa sarebbe successo, se qualcuno avrebbe risposto. Nelle ultime settimane ci eravamo ridotti a passare il nostro tempo insieme a ricordare, ma quello non era niente : il piacere dei ricordi mi era stato portato via perché non c’era più nessuno con cui ricordare. A quel che pareva, perdere il proprio compagno di memorie era come perdere i ricordi stessi, come se le cose che avevamo fatto fossero meno vere e meno importanti, adesso, di quanto non fossero state solo poche ore prima.

Alla fine l’ho chiamato. Dopo cinque squilli, è partita la segreteria. «Siete collegati con la segreteria telefonica di Augustus Waters» diceva la voce vibrante di cui mi ero innamorata. «Lasciate un messaggio.» È partito il bip. L’aria morta dentro la linea era così spettrale. Volevo solo tornare indietro con lui in quel segreto terzo spazio post terrestre che visitavamo quando parlavamo al telefono. Ho aspettato quella sensazione, ma non è arrivata mai: l’aria morta che aleggiava dentro il telefono non era di alcun conforto, e alla fine ho riappeso.

Colpa delle stelle.